della naturopata dr.ssa Valentina Ganz

Entrando nel vivo dell’estate è importante fare il punto su esposizione al sole, protezione dai raggi UV, materie prime cosmetiche importanti nei solari, genesi e trattamento delle macchie solari.

Partiamo dai raggi ultravioletti:

  • UVC: sono i più dannosi, ma vengono schermati dall’ozono atmosferico
  • UVB: filtrati parzialmente dall’atmosfera, dal vetro e dalla plastica. Provocano abbronzatura, eritema, ustione, ispessimento cutaneo, carcinogenesi. Danno cutaneo immediato
  • UVA: non filtrati dall’atmosfera, dal vetro e dalla plastica. Provocano degenerazione del derma, fotoinvecchiamento, abbronzatura precoce, eritema (1000 volte meno potenti degli UVB), carcinogenesi, fotosensibilità. Sono il 95% della radiazione incidente.

I danni causati dal Sole si distinguono in danni acuti, come ustioni, eritemi, fotosensibilizzazioni, e danni cronici, come fotoinvecchiamento, aumentato rischio di tumori cutanei, fotodermatiti, danni oculari.

L’abbronzatura è il principale meccanismo di difesa della pelle di fronte allo stress indotto da UV

La melanina è primariamente responsabile della pigmentazione della pelle, dell’occhio e del capello ed è prodotta dai melanociti epidermici.

In risposta alle radiazioni ultraviolette B (UVB), i melanociti sintetizzano la melanina attraverso un processo chiamato melanogenesi. La melanina sintetizzata nei melanosomi è trasportata nell’epidermide dai cheratinociti. In condizioni fisiologiche normali la pigmentazione ha un effetto benefico sulla fotoprotezione della pelle contro i danni delle radiazioni UV e gioca un ruolo evolutivo importante nella mimetizzazione degli animali. Un’eccessiva produzione di melanina porta invece a problemi dermatologici come lentiggini, macchie cutanee, melasma, come anche cancro e melanodermia postinfiammatoria. Inoiltre la continua irradiazione di UV può condurre a danno del DNA, mutazione genetica, sviluppo del cancro, indebolimento del sistema immunitario e fotoinvecchiamento.

Una corretta cultura del Sole presuppone i soliti consigli spesso disattesi: evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata, utilizzare cosmetici solari in grado di proteggere da UVA e UVB, rinnovarne l’applicazione più volte al giorno e applicarla in quantitativo adeguato. Forse non tutti sanno che i buoni solari sono quelli che funzionano anche in strato sottile: infatti la quantità che applichiamo normalmente è ben inferiore a quella per la quale vengono testati, vale a dire di 2 mg/cm2 di pelle! Devono presentare uno scarso assorbimento transdermico, rimanendo in superficie, dove incidono i raggi solari, devono essere resistenti alle secrezioni (sudore) ed eco-compatibili.

Al di là dei filtri sintetici comuni nei cosmetici solari e di indiscussa efficacia, la cosmesi green si orienta su due possibili filtri fisici/minerali: il biossido di titanio e l’ossido di zinco, spesso compresenti. Li possiamo trovare in forma micro e nano. In forma micro presentano il non trascurabile difetto dell’effetto bianco sulla pelle; il mercato del green e del bio si è aperto all’uso di nanoparticelle fino al 15% per il biossido di titanio. La forma nano non presenta colorazione bianca e garantisce un’ottima protezione, non è consentita negli spray, dove sussisterebbe il rischio di inalazione, resta il dubbio su che fine facciano le particelle nano una volta assorbite dall’organismo. Insomma: il tema del filtro green resta decisamente insoluto.

Quali ingredienti naturali possiamo trovare e privilegiare comunque nei solari?

La Carota:

  • L’estratto di Daucus carota è naturalmente ricco in carotenoidi, provitamina A e betacarotene (0,2% circa), possiede attività protettiva cutanea e abbronzante
  • In particolar svolge un ruolo essenziale nel mantenere l’integrità funzionale e morfologica delle membrane cellulari stabilizzandone la componente lipoproteina.
  • Tale estratto favorisce la riparazione in caso di scottature e lenisce la pelle infiammata, i carotenoidi sono in grado di proteggere la pelle in caso di esposizione ai raggi solari e U.V.

Il Licopene dal Pomodoro

  • Si tratta di un carotenoide estratto dal mesocarpo del pomodoro in grado di proteggere le cellule dai danni degenerativi prodotti dai radicali liberi e dall’invecchiamento, tale azione risulta più intensa rispetto alla maggioranza dei costituenti della stessa classe chimica.
  • Molto importante risulta la capacità di tale carotenoide di proteggere le cellule epiteliali in grado di lunga esposizione ai raggi solari e U.V. , proteggendo quindi anche dai danni degenerativi a livello cutaneo.

L’Elicriso

  • La straordinaria miscela flavonoidica che compone il fitocomplesso di questa pianta svolge un’interessante azione calmante e lenitiva, favorisce la riepitelizzazione e attenua il prurito
  • Nell’eritema da raggi ultravioletti, nelle lesioni gravi da raggi X o simili e nelle ustioni ha dimostrato a di possedere proprietà protettive, riparatrici dei tessuti e antinfiammatorie.

La Salicornia

  • Un estratto di Salicornia in emulsione olio in acqua ha mostrato un SPF elevato: ad eccezione dell’anisotriazina, superiore ai 18 filtri sintetici, puri, autorizzati dall’Unione Europea e testati con lo stesso metodo in emulsione olio in acqua.

E il trattamento delle macchie cutanee?

La tirosinasi è un enzima che gioca un ruolo cruciale nella sintesi della melanina attraverso la melanogenesi ed è quindi il più importante fattore su cui si focalizzano gli inibitori della melanogenesi disponibili nel mondo cosmetico. Un aspetto importante infatti è che gli inibitori della tirosinasi possono inibire specificatamente la melanogenesi nelle cellule senza effetti collaterali, in quanto la tirosinasi è esclusivamente prodotta dai melanociti. Inibitori specifici sono l’arbutina, l’acido kojico, l’acido azelaico, l’acido l-ascorbico, l’acido ellagico, l’acido tranexamico, utilizzati come schiarenti cutanei.

L’arbutina è contenuta naturalmente nell’estratto di Uva ursina, che si posiziona come una delle piante officinali più efficaci nel trattamento delle iperpigmentazioni cutanee.

L’estratto di Limone sotto forma di olio essenziale è altresì utilizzato come potente schiarente, specialmente se associato ad altri principi attivi schiarenti naturali, va utilizzato in opportuna diluizione per evitare eventuali fenomeni di sensibilizzazione e irritazione della pelle (meglio andare su prodotti già formulati che lo contengano).

La Liquirizia: l’acido glicirrizico, il principio attivo della radice di Liquirizia, è stato studiato per le sue proprietà antinfiammatorie. La radice di Liquirizia offre anche pigmenti schiarenti, come liquiritina e isoliquertina, che disperdono la melanina, e glabridina, che agisce inibendo la tirosinasi. La radice di Liquirizia è efficace nel trattamento dell’iperpigmentazione associata a fotoinvecchiamento.

I derivati della vitamina C hanno dimostrato un’azione di inibizione della produzione di melanina nei melanociti e un’azione favorente la rigenerazione cutanea in seguito a danni derivanti anche da sostanze cosmetiche aggressive, in caso di cicatrici e ustioni.

Bibliografia:

Manuale del cosmetologo, AA.VV. Tecniche Nuove

Skin whitening agents: medicinal chemistry perspective of tyrosinase inhibitors, Thanigaimalai Pillaiyar, Manoj Manickam, and Vigneshwaran Namasivayam, J Enzyme Inhib Med Chem. 2017; 32(1): 403–425.

The Hunt for Natural Skin Whitening Agents, Nico Smit, Jana Vicanova, and Stan Pavel, Int J Mol Sci. 2009 Dec; 10(12): 5326–5349.

Structural Requirements of Alkylglyceryl-L-Ascorbic Acid Derivatives for Melanogenesis Inhibitory Activity, Norihisa Taira, Yushi Katsuyama, Masato Yoshioka, Osamu Muraoka, and Toshio Morikawa, Int J Mol Sci. 2018 Apr; 19(4): 1144.

The Roles of Vitamin C in Skin Health, Juliet M. Pullar, Anitra C. Carr, and Margreet C. M. Vissers, Nutrients. 2017 Aug; 9(8): 866

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