del dott. Giuseppe Calcagno

 

I bambini sono creature fragili, delicate ma allo stesso tempo, espressione di piena vitalità. Dalla cura con cui vengono seguiti e allevati nei primi anni dipende la loro salute presente e futura. Anche per i bambini la riflessologia plantare rappresenta un ottimo mezzo di prevenzione e di cura per tutti i piccoli e grandi processi di adattamento che possono presentarsi nel corso della loro vita. La riflessologia plantare si è dimostrata una ottima pratica per supportare lo sviluppo corporeo e l’evoluzione psicologica dei bambini e dei ragazzi.

Nei neonati e nei bambini molto piccoli, si è dimostrato che il massaggio riflessogeno permette di stabilire un contatto estremamente calmante per il piccolo e può rappresentare un momento di pieno contatto fisico con le persone che lo hanno in cura, che dà sicurezza e conforto durante la crescita. L’effetto del massaggio zonale sui neonati può essere validissimo specialmente nei casi di emergenza, come le crisi di pianto apparentemente immotivato, che mettono in subbuglio tutta la famiglia. In genere si tratta di disturbi gastrici o intestinali o di un disagio derivante da condizioni legate alla normale crescita e sviluppo. In questi casi sfioramenti e leggere pressioni sul piede hanno il potere di rilassare il bambino e di procurargli un sonno tranquillo, eliminando i motivi di tensione e di nervosismo e favorendo l’eliminazione di gas intestinali che, in genere, sono i principali responsabili di questi disturbi.

Il massaggio poi contribuirà certamente ad uno sviluppo armonioso del piccolo e ha una maggiore efficienza del suo sistema immunitario, e ad una pronta risposta autoriparativa di tutti i sistemi. Nei casi di leggera febbre o infiammazioni delle gengive specialmente nell’età della dentizione, di raffreddori o faringiti, il massaggio riflessogeno, soprattutto sulle vie linfatiche, potrà recare sollievo, eliminando molte delle cause di malessere e nervosismo. Negli anni successivi, durante i quali il bambino affronta il mondo esterno, la scuola e il rapporto con persone estranee alla famiglia, possono nascere problemi di ordine sia pratico sia psicologico. In questi casi il trattamento riflessogeno ed insegnare alcune tecniche di autotrattamento, indurranno il bambino ad un sano contatto con sé stesso, ad una naturale fiducia nel proprio corpo e quindi aiuterà lo sviluppo delle sue capacità relazionali.

Parlando di anziani e cioè di persone in età avanzata che presentano condizioni fisiche e psichiche avviate verso processi rallentati e risposte vitali sempre più deboli, la riflessologia plantare permette comunque di ottenere qualche piccolo risultato importante al fine di migliorare la qualità della vita del soggetto. Per esempio, si possono aiutare le funzioni motorie in chi ha subito fratture o ha problemi per esiti di paresi, è possibile favorire le funzioni intestinali e quelle dell’apparato urinario, spesso soggette a rallentamenti, è possibile favorire la circolazione linfatica e sanguigna soprattutto a livello degli arti inferiori.

Ma la cosa forse più importante è il rapporto umano che si viene ad instaurare tra l’anziano e chi si prende cura di lui. In genere, superato l’impatto iniziale, la relazione sarà caratterizzata da affetto, fiducia e spontaneità, l’operatore potrà quindi portare sollievo e attraverso la cura di una parte del corpo spesso molto dolente nelle persone anziane, restituirgli un grande senso di rilassatezza e conforto. Ma per evitare di giungere in condizioni drammatiche in età avanzata e per consentire di vivere serenamente e in buona forma una vecchiaia felice, la riflessologia dovrebbe entrare a far parte della pratica quotidiana, unitamente a tutte quelle norme di vita di cui ognuno di noi dovrebbe essere coscienzioso cultore per il nostro e per l’altrui bene.

Un anziano in buona salute è un elemento estremamente positivo in un contesto sociale come il nostro, in cui è facile perdere la memoria di ciò che è già accaduto. È evidente che il trattamento riflessogeno su una persona anziana dovrà essere particolarmente dolce, calibrato secondo la struttura ossea, tenendo conto che l’osteoporosi rende fragili le articolazioni e che sistema nervoso è estremamente sensibile. Inoltre, non dovrà essere troppo prolungato, almeno fino a quando non ci si sarà resi conto delle reazioni personali dell’anziano che stiamo trattando.

 

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