Delle Dott.sse Ana Maria Russo e Angela Scuoppo

La Calatonia con le sue tecniche di tocco si può intendere come un valido strumento per promuovere l’integrazione psicofisica. È provato infatti che i Tocchi Sottili favoriscano lo sviluppo del fisico, della mente, della psiche e dell’animo del bambino.

La parola Calatonia deriva dal verbo greco khalaó, che indica non solo uno stato di rilassamento, ma anche di distanza da sensazioni come l’ira, la furia e la violenza. Inoltre significa aprire una porta, lasciar andare, perdonare i genitori, rimuovere i veli.

Nato in Ungheria, il Dottor Petho Sandor (1916-1992) si trasferì in Brasile, a San Paolo, alcuni anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lavorò in Europa come medico in ospedali e campi per rifugiati, occupandosi di pazienti che presentavano problemi psicologici e neuropsichiatrici, in un periodo segnato dalla grande scarsità di analgesici e altri strumenti terapeutici. Fu in questa fase che iniziò a porre le basi e sistematizzare il proprio metodo: la prima sequenza di tocchi sottili della Calatonia, fondata sulle conoscenze della Psicologia e della Neurologia. Nell’intero corso della sua esistenza si dedicò principalmente allo studio dell’Integrazione Psicofisica, all’analisi della relazione del corpo con lo sviluppo della coscienza.

Il Dottor Sandor partecipò attivamente affinché la Calatonia si consolidasse e si sviluppasse nel rispetto delle caratteristiche dei bambini e della specificità del lavoro clinico in ambito infantile. In questo senso si può dire che i Tocchi Sottili, con le loro sequenze brevi di tocchi in aree specifiche del corpo, sono diventati di volta in volta più adatti per le attività della Psicoterapia Infantile.

La leggerezza della sequenza dei tocchi della Calatonia e delle altre sequenze dei Tocchi Sottili è uno stimolo non familiare per le terminazioni nervose. Captati dai ricettori sensoriali presenti nella pelle e riverberati attraverso le vie aeree afferenti, i tocchi agiscono su differenti livelli del sistema nervoso.

Il sistema nervoso centrale e la pelle hanno la medesima origine. Trattasi del più esterno degli strati embrionali: l’ectoderma. Oltre ad essere il più grande organo del corpo, la pelle è costituita di elementi che possiedono un’estesa rappresentazione a livello cerebrale. Sin dalle sue prime differenziazioni, la pelle resta in intima connessione con il sistema nervoso centrale.

Le ripercussioni derivanti dall’esperienza con la Calatonia e le altre sequenze di Tocchi Sottili agiscono su tre livelli: il livello fisico, emozionale e mentale. Favoriscono il rilassamento e la decontrazione muscolare, il regolamento delle funzioni vegetative – come la respirazione, la circolazione sanguinea e linfatica, il battito cardiaco, le funzioni viscerali, la temperatura e la pressione arteriosa, il rilassamento e il controllo dei toni affettivi e mentali.

Espandendosi oltre i livelli meramente percettivi, la Calatonia e i Tocchi Sottili si trasformano al contempo in un’esperienza affettiva e emozionale, la cui rappresentazione mentale rimarrà attiva nella memoria implicita del paziente, nel suo inconscio. In questo modo, lo stimolo offerto dal tocco sottile scatenerà una serie di nuove esperienze ad ampio spettro.

Includendo i Tocchi Sottili nella terapia creiamo uno spazio psichico risonante il cui effetto organizzatore e riparatore riverbera nel corpo fisico, psichico e eterico del bambino.

Un’osservazione attenta e profonda dei processi che si danno tramite i lavori di Integrazione Psicofisica costituisce, secondo il Dr Sandor, un tassello importante per il raggiungimento di un obiettivo ampio e centrale: il ristabilirsi del legame tra il corpo e lo spirito – il Religare.

La risonanza emozionale costruita nella relazione con la madre, o con colui o colei che si prende cura del bambino, costituisce una delle fonti più importanti e decisive per il suo sviluppo fisico e psichico.

L’energia psichica liberata attraverso il lavoro dell’Integrazione Psicofisica è vitale per il bambino. Sostiene un tono affettivo in grado di promuovere la trasformazione e la restaurazione.

Sia il medico che il terapeuta, tramite lo stabilirsi di un’empatia con i sentimenti del bambino, si sintonizzano con i suoi stati mentali e corporali, che nella maggior parte delle volte egli non è in grado di riconoscere. È questo ciò che permette il diradarsi di una nuova conoscenza, che non passa unicamente per l’osservazione esterna e oggettiva, ma che richiede una più profonda apertura del Sé del terapeuta verso il Sé del bambino.

La sintonia coinvolge la mente e il corpo. La comunicazione emotiva tra il terapeuta e il bambino dipende dagli aspetti sottili presenti nella postura, nei gesti, nei movimenti e nelle espressioni facciali, nel ritmo, nelle pause e nei silenzi.

Il Dr Sandor enfatizzava l’importanza e il valore del terapeuta che sintonizzasse il ritmo della propria respirazione con quello della respirazione del bambino. In questo modo, molti tocchi sottili accompagnano il ritmo della respirazione, e lo stimolo entra in sintonia con l’esperienza interna del soggetto.

L’esperienza di alcuni terapeuti insiste sull’importanza di avere il consenso dei genitori per includere i Tocchi Sottili nel lavoro con il bambino, nonostante il loro carattere non sia affatto invasivo. Una volta che li si informa sulla reale natura dei tocchi e sulle basi teoriche che li sorreggono, è comune che prenda corpo nella famiglia – genitori, fratelli, sorelle, ecc. – il desiderio di sviluppare questa forma di comunicazione non verbale, il che consiste di per sé in un effetto moltiplicatore e restauratore dei vincoli familiari.

Alcuni bambini, immediatamente dopo l’esperienza con i Tocchi Sottili, vanno alla ricerca di dipinti; altri si dirigono verso delle bambole; altri ancora prendono in mano paste e argille, manifestando l’apertura dei canali espressivi e comunicativi. Lo sviluppo della capacità di simbolizzazione garantisce il passaggio dallo stato di coscienza primaria dei livelli interni a una coscienza funzionale.

Grazie alla loro capacità di favorire una commutazione fisiopsichica, i Tocchi Sottili conducono spontaneamente a uno stato alterato di coscienza, il che rende possibile il superamento di certe categorie del pensiero, del sentimento e delle sensazioni, condizionate da esperienze affettive e rappresentazioni costruite a partire de le esperienze traumatiche paralizzanti. I tocchi creano insomma un campo dialettico che interagisce, integra e trascende, costellando un tipo di sintesi che proviene dell’inconscio e che conosciamo come funzione trascendente (Jung, 1984).

Un ’esperienza di molti anni ha dimostrato che l’inclusione dei Tocchi Sottili nella Psicoterapia con i Bambini, contribuendo alla costruzione della sintonia e dell’empatia, crea uno spazio vitale in cui prevale la risonanza emozionale. Nel ristabilire la possibilità, per il bambino, di costruire nella terapia un vincolo positivo e sicuro, i Tocchi Sottili divengono propulsori di significative trasformazioni che riparano e rafforzano il loro sviluppo. Essi forniscono ai bambini la possibilità di vivere esperienze e informazioni capaci di promuovere e restaurare posizioni positive nella relazione con l’altro e con il mondo.

Per noi, la Calatonia e i Tocchi Sottili sono simboli vivi della trasformazione, che contribuiscono e amplificano il lavoro della Psicoterapia.