della Dott.ssa Valentina Ganz

 

 

L’igiene è la disciplina che si occupa della promozione, del mantenimento e del potenziamento dello stato di salute della popolazione, intendendo per salute una condizione di completo benessere fisico, psichico e sociale (definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 1948). Tale definizione sottintende che la salute è influenzata da una serie di fattori di ordine non solo strettamente medico-biologico, ma anche sociale, economico, demografico, psicologico e ambientale; questi fattori, da soli, o più spesso variamente associati fra loro, concorrono a creare situazioni di malessere o patologiche e ad alterare lo stato di salute delle persone.

L’importanza dell’approccio naturopatico alla luce di questa definizione risulta evidente. Il Naturopata infatti è quella figura professionale che affronta la persona secondo un’ottica globale (olistica nel significato etimologico del termine) che mette insieme psiche, corpo e relazione del soggetto con l’ambiente naturale che lo circonda, con l’obiettivo di promuovere, mantenere e potenziare lo stato di salute della persona, in pieno accordo con quanto riportato dalla definizione dell’OMS. La figura del Naturopata trova sempre più spazio alla luce della maggiore attenzione generale verso la prevenzione della malattia e di condizioni degenerative che determinano un evidente peggioramento della qualità della vita, anche in considerazione dell’aumento dell’aspettativa di vita della popolazione, quantomeno nel contesto operativo italiano.

Se l’approccio dell’igiene come disciplina predilige in particolare operazioni rivolte alla collettività (campagne di informazione, di screening, di vaccinazioni, ecc.), l’approccio naturopatico risponde all’esigenza della persona di indicazioni personalizzate, studiate in base alle condizioni peculiari del singolo, che consentono ai soggetti il confronto su temi importanti per il benessere e di diventare più consapevoli nei confronti delle scelte che compiono anche in materia di salute, con ricadute importanti sulla collettività.

L’attività del Naturopata può anche essere al servizio dell’igiene della collettività, soprattutto se si focalizza su interventi educativi rivolti a gruppi più ampi.

L’OMS evidenzia nella prevenzione uno degli obiettivi fondamentali dell’attività del Naturopata: “In generale, la naturopatia privilegia la prevenzione, il trattamento e la promozione della salute ottimale attraverso l’uso di metodi terapeutici e modalità che incoraggiano il processo di auto-guarigione – la vis medicatrix naturae. L’approccio filosofico della Naturopatia comprende la prevenzione delle malattie, l’incoraggiamento della intrinseca capacità di guarigione del corpo, il trattamento naturale di tutta la persona, la personale responsabilità per propria salute e l’istruzione dei pazienti per promuovere la salute attraverso un adeguato stile di vita. La Naturopatia miscela la millenaria conoscenza delle terapie naturali con gli attuali progressi nella comprensione della salute e dell’essere umano stesso. Pertanto, la Naturopatia può essere nel complesso descritta come la pratica generale delle terapie della salute naturale”.

La prevenzione ha lo scopo di impedire l’insorgenza, la progressione e le complicazioni delle malattie, in tal senso distinguiamo una prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

Partiamo da alcune possibili definizioni e da qualche esempio.

La prevenzione primaria è costituita dagli interventi tesi ad evitare l’insorgenza delle malattie e, pertanto, è rivolta ai soggetti sani (es. le campagne contro il fumo, l’alcool e le droghe).

La prevenzione secondaria è tesa ad individuare i soggetti in cui la malattia è già presente, ma la persona non è a conoscenza del suo stato di malattia. Si tratta quindi di arrivare a una diagnosi precoce di malattia che consentirà un migliore esito dei trattamenti successivi (es. screening per il tumore della mammella o per il cancro della cervice uterina).

La prevenzione terziaria si identifica, in larga parte, con la riabilitazione, in quanto si prefigge lo scopo di limitare i danni in soggetti da tempo malati e di assicurare loro la miglior autonomia e qualità di vita compatibili con la malattia da cui sono affetti (es. fisioterapia respiratoria in pazienti con gravi patologie respiratorie, oppure la riabilitazione fisica di soggetti colpiti da ictus cerebrale con esiti invalidanti).

Da quanto esposto si evince che questi tre tipi di intervento si collocano in tre fasi abbastanza distinte: la prevenzione primaria è rivolta a soggetti sani, in assenza di malattia, sarà quindi questo il campo privilegiato e senza limitazioni di intervento del Naturopata; la secondaria interviene nelle fasi precoci della malattia, quando però in qualche misura il processo della malattia è già avviato; la terziaria è rivolta a soggetti francamente malati, spesso in una fase piuttosto avanzata della malattia stessa. Anche in queste due ultime fasi della prevenzione l’intervento naturopatico può trovare collocazione, ovviamente nel rispetto del principio fondamentale di non interferenza nel rapporto medico-paziente e nelle cure prescritte dal personale sanitario.

Per quanto concerne la prevenzione primaria, il compito del Naturopata è quello di promuovere uno stile di vita sano e di stimolare attraverso rimedi e pratiche naturali la forza di auto guarigione dell’organismo. L’attenzione alla propria natura interiore ed esteriore porta a prendere in analisi gli aspetti potenzialmente all’origine di disturbi, in tal senso il Naturopata diffonde sempre più una cultura di prevenzione, attenzione e consapevolezza sia personale che ambientale.

Per quanto riguarda gli interventi di prevenzione secondaria e terziaria, il vasto campo di pratiche e di strumenti che il Naturopata sviluppa durante il percorso formativo e in seguito all’attività professionale lo mettono nelle condizioni di contribuire in modo significativo sia nella prevenzione secondaria che terziaria.

La diagnosi precoce o l’identificazione di soggetti a rischio, obiettivo della prevenzione secondaria, non necessariamente si accompagnano nell’immediato ad una terapia, come accade ad esempio in alcuni casi di esito positivo, in cui si chiede la ripetizione dell’esame dopo uno specifico lasso di tempo. La possibilità da parte del Naturopata di intervenire con gli strumenti a sua disposizione per favorire il riequilibrio fisico della persona sono importanti e particolarmente diversificati: si potrà andare dalla correzione dell’alimentazione a rimedi fitoterapici, pratiche manuali (tipo riflessologia) o energetiche che potranno sia essere specifiche per la tematica trattata, sia di accompagnamento di quello che è il disagio emotivo che inevitabilmente accompagna qualsiasi esito positivo di esami. Anche in caso di terapia il Naturopata avrà spazio di intervento sia complementare che supplementare alla terapia stessa, in questo caso sarà opportuno muoversi con margini di sicurezza per il soggetto trattato estremamente ampi, evitando qualsiasi intervento che possa limitare l’efficacia della terapia e limitandosi alle misure che consentono invece al soggetto di portare avanti la terapia con migliori risultati e di favorire il riequilibrio psicofisico generale.

Anche nella prevenzione terziaria il Naturopata trova possibilità di azione. L’intervento del Naturopata può infatti associarsi a quello della riabilitazione e migliorare la qualità della vita anche di soggetti colpiti da patologie, inserendosi così nell’obiettivo di mantenere stabili le condizioni del disturbo e di evitare l’insorgere di disturbi collegati alla patologia principale.

La possibilità che il Naturopata offre di una elaborazione del proprio vissuto relativo alle condizioni di benessere psicofisico costituisce comunque sempre un valido contributo in tutte le diverse fasi della prevenzione.

 

 

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