della dr.ssa Mariuccia Sofia  –    

In questi anni l’assunzione di vitamina C è tornata di moda.

Era buona prassi delle nostre nonne, specie nel Sud Italia, in Sicilia, preparare a pranzo nei mesi più freddi, una bella spremuta d’arancia, per avviare il pasto. Andava consumata subito perché non si perdessero i suoi benefici. Già allora si conosceva la volatilità della preziosa vitamina che continua ad essere il baluardo più naturale delle difese organiche.

La vitamina C è un micronutriente essenziale per l’uomo, con funzioni pleiotropiche legate alla sua capacità di donare elettroni. È un potente antiossidante e un cofattore per una famiglia di enzimi biosintetici e di regolazione genica. La vitamina C contribuisce alla difesa immunitaria supportando varie funzioni cellulari sia del sistema immunitario innato che adattativo. La vitamina C supporta la funzione di barriera epiteliale contro i patogeni e promuove l’attività di scavenging ossidante della pelle, proteggendo così potenzialmente dallo stress ossidativo ambientale. La vitamina C si accumula nelle cellule immunitarie favorendo l’uccisione microbica.

Il ruolo della vitamina C nei linfociti è stato dimostrato, migliora la differenziazione e la proliferazione delle cellule B e T, probabilmente a causa dei suoi effetti di regolazione genica. La carenza di vitamina C determina una ridotta immunità e una maggiore suscettibilità alle infezioni. A loro volta, le infezioni hanno un impatto significativo sui livelli di vitamina C a causa dell’aumento dell’infiammazione e dei requisiti metabolici. Inoltre, l’integrazione con vitamina C sembra essere in grado sia di prevenire che di curare le infezioni respiratorie e sistemiche. La prevenzione profilattica dell’infezione richiede assunzioni di vitamina C nella dieta che forniscano livelli plasmatici almeno adeguati, se non saturanti (cioè 100-200 mg/die), che ottimizzino i livelli di cellule e tessuti. Al contrario, il trattamento delle infezioni consolidate richiede dosi significativamente più elevate (in grammi) della vitamina per compensare l’aumento della risposta infiammatoria e della richiesta metabolica.  (1)

Perciò in questi tempi, sia che siate vaccinati o no, il suggerimento è supplementare con almeno 1 grammo al dì la vitamina C, i cui effetti preventivi funzionano anche in caso di migliore efficacia nel fronteggiare sia lo stato acuto che i postumi da COVID, che gli eventuali effetti collaterali da vaccinazione. (2)

Aiutare l’organismo in questo momento storico è una priorità.

Alimentarsi con cibi che contengano naturalmente vitamina C può essere utile ma non sempre abbiamo sulle nostre mense prodotti freschi che garantiscano adeguati nutrienti e non sempre il nostro organismo riesce a sostenere certi alimenti come l’ingestione di arance. Per i delicati con tendenza a intolleranze ad agrumi suggerisco comunque l’assunzione di vegetali a foglia verde e tra gli agrumi le clementine, quelle con maggiore capacità di tolleranza.

 

(1) Anitra C, Maggini S. Review , Vitamin C and Immune Function  2017 Nov; 9(11): 1211 Published online 2017 Nov 3. doi: 

(2) Corrao, Bocchio, Natoli, Argano, Metanalisi “L’ impiego di nutraceutici nella profilassi di Covid-19” maggio 2021

 

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